Solo, sola
Sono qui solo per salutare. Sospesa nel limbo del non sapere, galleggio nel capoc dell'incertezza. In realtà so qualcosa: diamine se lo so. So di avere qualcosa (eufemismo), so di dover fare presto perché la Kosa galoppa (infatti ho perso tutto il mese di agosto, ché Ferragosto è una festa pagana più osservata del Natale), e adesso ciondolo di qua e di là aspettando una telefonata che non arriva. Uno spasso, vero?
Mica non faccio niente: faccio acquisti per le nipotine, compro farmaci e alimenti per cane e gatti, rassetto la casa, leggo e ascolto notiziari. La valigia per il ricovero è pronta, perfetta. Studio la comparsa di sintomi.
Angoscia, smarrimento e spavento sono gli ingredienti del cocktail che ho dentro. E un pizzico di solitudine, e una goccia di paura. (Tranquilli, sono astemia)
l'attesa è il momento più difficile, come la notte prima della battaglia. Tieni duro, poi saprai combattere.
RispondiEliminamassimolegnani
Infatti. Per fortuna ho avuto la data del penultimo appuntamento: poi ci sarà l'ultimo, con l'anestesista e poi, poi la partita a dadi con la nera signora
EliminaIo non riuscirei nemmeno a scrivere. Ti senti sola? Comprensibile...io ti sono vicino e probabilmente anche altri. Forza!!!
RispondiEliminaAlle volte devo scrivere per forza, mi sento come una pentola a pressione con la valvola chiusa. Mi dà conforto scrivere qui, in questo cantuccio ricavato nel retro dell'altro blog. Mi date conforto voi che leggete e mi dite buone parole. Le parole non sono aria, infatti. Possono essere pietre, oppure fiori gentili.
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