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Enterprise

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Domattina si sale sull'astronave, per la mia personale Odissea nello spazio-K Domattina sul lettino, tra altri lettini, navigando tra le flebo Domattina lo spazio e il tempo saranno altri , non so esattamente a che ora entrerò,  a che ora uscirò  Intorno, camici bianchi, azzurri, celesti Intorno, aria rarefatta, carica dei pensieri di tutti I viaggiatori dello spazio-K Domattina, la Chemio.

la bocca, gli occhi

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 Cosa, oggi? ravioli con ricotta e spinaci, latticini, penne alla panna leggera, spigola, kiwi, arance tarocco, latte scremato senza lattosio, stracchino: la bocca vuole la sua parte, il moncone di stomaco (mi devo considerare a tutti gli effetti resecata gastrica) esige e reclama per il languore E finalmente non ho paura di mangiare, alcuni cibi non li temo, non mi siedo più a tavola come se mi avvicinassi all' orrido di Maratea E lo sguardo cambia, il sorriso torna, la voce risuona con i toni di prima, o quasi.  Il fard non serve più tanto, a camuffare il pallore da zombie Lo so che è tutta un'illusione, e che la cosa ha disperso i suoi turpi semi dentro di me. Mi sto cullando in questa illusione

Non è che un tubo, infine

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 Il digerente, intendo. E con quello mi dibatto, cercando di trattenere qualcosa nel mio moncone di stomaco, ricco di cicatrici e quindi storpio e poco capace (in senso letterale e figurato). Ho perso circa 20 Kg, ma soprattutto ho un problema di socialità: il cibo non mi attrae, il caffè non lo posso prendere, saranno dettagli ma contano. In luogo del caffè prendo ginseng amaro o cacao amaro. Come mi sento? In taluni momenti penso che avrei fatto bene ad andare al Ponte della Ferriera, ad agosto. Non sempre, però. Mi dispiace di infliggere ai miei cari la mia lenta dissoluzione. Alle volte, quando c'è il sole, rivedo sprazzi della mia vita di prima: com'è lontana! com'era libera e bella!

Un Edgar-abito

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 Quanti di voi ricordano il film Men in Black? un film divertentissimo  del 1997 diretto da Barry Sonnenfeld.  C'era una donna che raccontava di come il marito fosse stato "svuotato" da un alieno, e di come adesso si muovesse e parlasse in modo strano, come se qualcuno indossasse un Edgar- abito (Edgar era il nome del marito). Così io. Apparentemente sono la stessa, mi chiamo allo stesso modo, ho gli stessi documenti, vivo nella stessa casa, ho gli stessi familiari. Ma i miei gusti, i miei gusti... dove sono finiti? Adoravo cassatine e meringhe e tutto ciò che è dolce e zuccherino: torrone, datteri, uvetta, brioches. Ora tutto ciò di disgusta. Amavo latte e latticini, yogurt, feta , stracchino, formaggi di tutti i generi Ora mi danno la nausea. Così pure ogni tipo di grasso e di olio, finanche il principesco olio evo. Detestavo l'amaro e l'aspro, ora amo l'aceto e gli agrumi, la rucola e i carciofi, il melograno, mentre le mele, le mie ex preferite, restano a...

Die Angst

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Sono qui, davanti al caminetto, dove tante volte mi sono persa inseguendo i miei pensieri. Ora, la mia mente viaggia su tutt'altra rotaia. Domani giornata di controlli. Tanti interrogativi a cui dò le mie risposte, le peggiori. Poi mi avventuro tra i "non è detto" "non si può dire" " non si sa". Il fuoco crepita, la legna si consuma.

Arranco

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 Non trovo verbo più appropriato per descrivere la mia risalita. Giorni meglio, giorni peggio, difficoltà nuove e inattese, speranze e illusioni disattese e poi di nuovo ad arrancare, a risalire, a sperare. E dopo il crinale, che ci sarà?

A casa

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