Cari tutti
Miei cari lettori, che sommessamente seguite i miei passi malfermi in questo inatteso, terribile percorso, in cui mi avventuro con le mie ossa sgangherate, vi ringrazio tanto per la presenza, la vicinanza, i messaggi che ogni tanto come sussurri trovo. Grazie. Tutto è difficile per me, ora. Per prima cosa l'abituarmi alle mie nuove dimensioni, io, che ero ai limiti del sovrappeso, che da giovane avevo un corpo atletico e scattante, quadricipiti da ballerina, bicipiti da lanciatrice: ora, somiglio a una deportata. Il rapporto col cibo: regola n.1 - il cibo non si getta, mai. Il cibo è gioia, gratificazione. Il pane è una delizia, la pasta mi mandava in solluchero, i fritti una gioia per il palato. Ora, niente di niente di tutto ciò. Il corpo accetta solo vellutate, semolino, pastina piccola. Uova all'ostrica, eccezionalmente zabaione, cacao sciolto nell'acqua. Pesci molto morbidi e masticati, gamberetti. Unici condimenti, sale e limone, al più senape e un po' di peperon...