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Non è che un tubo, infine

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 Il digerente, intendo. E con quello mi dibatto, cercando di trattenere qualcosa nel mio moncone di stomaco, ricco di cicatrici e quindi storpio e poco capace (in senso letterale e figurato). Ho perso circa 20 Kg, ma soprattutto ho un problema di socialità: il cibo non mi attrae, il caffè non lo posso prendere, saranno dettagli ma contano. In luogo del caffè prendo ginseng amaro o cacao amaro. Come mi sento? In taluni momenti penso che avrei fatto bene ad andare al Ponte della Ferriera, ad agosto. Non sempre, però. Mi dispiace di infliggere ai miei cari la mia lenta dissoluzione. Alle volte, quando c'è il sole, rivedo sprazzi della mia vita di prima: com'è lontana! com'era libera e bella!

Un Edgar-abito

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 Quanti di voi ricordano il film Men in Black? un film divertentissimo  del 1997 diretto da Barry Sonnenfeld.  C'era una donna che raccontava di come il marito fosse stato "svuotato" da un alieno, e di come adesso si muovesse e parlasse in modo strano, come se qualcuno indossasse un Edgar- abito (Edgar era il nome del marito). Così io. Apparentemente sono la stessa, mi chiamo allo stesso modo, ho gli stessi documenti, vivo nella stessa casa, ho gli stessi familiari. Ma i miei gusti, i miei gusti... dove sono finiti? Adoravo cassatine e meringhe e tutto ciò che è dolce e zuccherino: torrone, datteri, uvetta, brioches. Ora tutto ciò di disgusta. Amavo latte e latticini, yogurt, feta , stracchino, formaggi di tutti i generi Ora mi danno la nausea. Così pure ogni tipo di grasso e di olio, finanche il principesco olio evo. Detestavo l'amaro e l'aspro, ora amo l'aceto e gli agrumi, la rucola e i carciofi, il melograno, mentre le mele, le mie ex preferite, restano a...

Die Angst

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Sono qui, davanti al caminetto, dove tante volte mi sono persa inseguendo i miei pensieri. Ora, la mia mente viaggia su tutt'altra rotaia. Domani giornata di controlli. Tanti interrogativi a cui dò le mie risposte, le peggiori. Poi mi avventuro tra i "non è detto" "non si può dire" " non si sa". Il fuoco crepita, la legna si consuma.

Arranco

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 Non trovo verbo più appropriato per descrivere la mia risalita. Giorni meglio, giorni peggio, difficoltà nuove e inattese, speranze e illusioni disattese e poi di nuovo ad arrancare, a risalire, a sperare. E dopo il crinale, che ci sarà?

A casa

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Guardiano,

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 A che punto è la notte? La sentinella risponde: “Viene la mattina, e viene anche la notte. Se volete interrogare interrogate pure; tornate e interrogate ancora”». La Bibbia , Isaia 21: 11-12

Il convolvolo

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 Alle volte i piccoli drammi si vanno a infilare nei posti più strani. Ad esempio,  se il filo per la ricarica del telefono è  corto, e dal letto non ci si arriva, è possibile essere schiavi della disponibilità a recuperarlo di chi passa? Per un po' sì,  ovviamente.  Ma poi si cercano soluzioni.  Anche perché il cellulare è  l'unico contatto con il mondo di fuori, oltre l'ora di visita quotidiana. L'unico legame con i figli, taluni dei quali lontani,  lontanissimi. L'ultimo baracchino per lanciare un S.O.S. nella notte buia della sofferenza, della tregenda, dello sconforto.  La tecnica del convolvolo :  ciascun letto di ospedale ha in dotazione una grossa maniglia sospesa, a cui attaccarsi per sollevarsi. Ad essa viene appeso il campanello, che ha un lungo, spesso cavo. Ebbene il cavetto, misero e fine, del telefono, può  essere avvolto intorno a codesto cavo  almeno un paio di volte, riproducendo la tecnica del convolvolo che ...